JEET KUNE DO

Il JEET KUNE DO è stato definito lo “stile“ ideato da Bruce Lee. 
In realtà, egli non ha codificato un vero e proprio stile, almeno inteso nel senso in cui si definiscono quelli tradizionali nel kung fu. Gli è mancato il tempo materiale a causa della sua prematura scomparsa a soli 33 anni. Inoltre, è piuttosto atipico chiamare stile un sistema creato con questo motto: “no way as way, no limit as limit” (nessuna via come via, nessun limite come limite). Si tratta certamente di kung fu, questo è fuori di dubbio, lui stesso affermava con convinzione che quello che faceva era kung fu; ma con un approccio particolare, in aperta polemica con molti maestri tradizionali, che analizzava il combattimento totale senza regole; non un metodo specifico ma un qualcosa che ricercava la massima efficacia adattandosi al caso di volta in volta... lo chiamò “jeet kune do”, l'arte di intercettare il pugno.
La sua influenza nel mondo delle arti marziali è stata ed è enorme, in particolare nel settore dell'autodifesa ma non solo. Oggi infatti molti preferiscono parlare di “jeet kune do concepts”: concetti universali che possono essere integrati in qualsiasi stile o arte marziale, non applicati soltanto nelle scuole di jeet kune do.

Nessuno che pratichi kung fu (e naturalmente il t'ien shu non fa eccezione!), quando parla di difesa personale, può evitare di confrontarsi con questi insegnamenti o trascurarli. Spesso coincidono in parte con quello che già veniva insegnato nel proprio stile, in altri casi sono evoluzioni o aggiunte nuove che approfondiscono gli studi.
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